Archivi del mese: luglio 2013

Kazakhstan conclude le Universiadi di Kazan (RUS) con un numero record di medaglie. Le prossime due Universiadi: 2015 a Gwangju, Corea del Sud e 2017 ad Almaty, Kazakhstan!

Kazakhstan has entered the Top 20 of the best national teams at the Universiade in Kazan, Tatarstan.

The Kazakhstan national team is in 19th place by the medal count with a total of 30 medals of different value. Kazakhstan’s student athletes have been participating in the competition since 2001. The total number of awards they won at the six previous Universiades (the competition is held every second year) is 36 medals. Kazakhstan won the record number of gold medals in 2007 in Bangkok, Thailand, when the athletes brought 5 gold out of the total of 14 medals.

Kazakhstan athletes won 3 gold, 11 silver and 16 bronze medals this year.  Continua a leggere

Un successo a “Maremetraggio 2013” il focus sul Kazakhstan

 

Il cielo della mia infanzia” : questo il titolo del focus che il festival Maremetraggio di Trieste ha dedicato al Kazakhstan: una serata alla scoperta di questo Paese a cavallo tra Europa e Asia, raccontata attraverso il suo cinema e con una mostra fotografica che ne illustra bellezze paesaggistiche e aspetti culturali.

La rassegna, che ha fatto tappa al Teatro Miela di Trieste, é stata realizzata grazie alla collaborazione dell’Ambasciata della Repubblica del Kazakhstan in Italia e del Consolato Onorario del Kazakhstan per la regione Friuli Venezia Giulia, con la partecipazione dell’Ambasciatore della Repubblica del Kazakhstan in Italia Adrian Yelemessov e, in platea, della nazionale di basket kazaka, a Trieste per un’amichevole con la nazionale italiana. Al Teatro Miela sono stati proposti per la serata kazaka del 4 luglio due lungometraggi: Shal (Il vecchio, 2012) di Ermek Tursunov, il più noto regista del Kazakhstan, i cui film hanno partecipato con un buon successo di critica a festival europei ed extraeuropei,  e L’Amore Virtuale (2012) di Amir KarakulovContinua a leggere

Archeologia, si torna in Kazakhstan. Gli scavi del Centro Studi Ligabue

La missione partirà il prossimo 27 luglio e durerà fino a Ferragosto. Quindici anni fa era stata rinvenuta la più antica sella del mondo, del III secolo a.C.

 
www.csrl.it

Centro Studi Ricerche Ligabue (archeologia, antropologia, paleontologia, scienze naturali) www.csrl.it

VENEZIA – A quasi quindici anni dalla prima spedizione, tenuta dal 1997 al 1999, che ha portato alla luce, tra gli altri reperti, la più antica sella del mondo, risalente al terzo secolo avanti Cristo, il Centro studi e ricerche Ligabue torna in Kazakhstan per una nuova spedizione archeologica. La missione, che partirà il prossimo 27 luglio e durerà fino a ferragosto, è stata presentata dal vicepresidente del centro, Massimo Casarin e da Elena Barinova, responsabile per il Centro Studi Ligabue della spedizione, per la quale il Centro ha stanziato una borsa di studio a un dottorando di Cà Foscari, Lorenzo Crescioli, che prenderà parte alla campagna insieme a uno studente di Archeologia, Nicola Fior, anche lui dell’ateneo veneziano.

L’accordo, trilaterale, comprende anche l’istituto di Archeologia dell’Accademia di scienze del Kazakhstan, a cui appartiene il professor Arman Beisenov, capomissione che coordinerà l’equipe kazaka di una decina di persone, già all’opera per sbancare il tumulo nel settore interessato, collocato nella Valle dei sette fiumi, nella regione di Almaty, nella zona sud del Paese. Sulla dozzina di tumuli presenti in zona, tombe reali degli Sciti risalenti al quinto-terzo secolo avanti Cristo, ne sono stati selezionati un paio, dopo che un’esplorazione della superficie effettuata l’anno scorso da scienziati dell’Università di Trieste ha rilevato con strumenti sofisticati anomalie come la presenza di metalli e un’insolita compattezza del sottosuolo. Continua a leggere

Oratorio di S. Giuseppe dei Minimi a L’Aquila restaurato con il contributo del Kazakhstan

 

All’Aquila la riapertura del monumento ricostruito dopo il terremoto di quatto anni fa. L’evento ha visto la partecipazione dei rappresentanti dell’Ambasciata del Kazakhstan, un paese che ha risposto immediatamente al disastro del popolo italiano.

Concluso il primo Congresso eucaristico ad Astana

Un viaggio di oltre 850 chilometri in treno per partecipare all’adorazione del Santissimo nella capitale Astana. Questa è l’esperienza dei cattolici in Kazakistan dove si è appena concluso il 1° Congresso eucaristico – come afferma l’arcivescovo metropolita e presidente della Conferenza episcopale, Tomasz Peta – “per ora solo su scala diocesana, ma molto importante per la nostra Chiesa”. Il Congresso, aperto con l’inaugurazione della “Stella del Kazakistan”, l’altare donato dalla comunità polacca della Regina della Pace, ha visto la partecipazione di mons. Miguel Maury Buendía – nunzio apostolico in Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan e del primate di Polonia mons. Jozef Kowalczyk, che ha anche presieduto la solenne liturgia eucaristica. Il primate durante la visita in Kazakistan si è recato, inoltre, al santuario della Madonna della Pace di Oziornoje. I cattolici del Kazakhstan sono l’1% su una popolazione di 17 milioni di persone.

Eni: al via start-up impianti di produzione Kashagan. Il titolo apprezza.

Bene Eni sulla Borsa di Milano. L’azione sul Ftse Mib avanza dello 0,44% a 15,85 euro dopo l’avvio della fase di start-up del giacimento Kashagan. Ad annunciarlo nel weekend North Caspian Operating Company (Ncoc), in occasione della visita del presidente della Repubblica del Kazakhstan, Nursultan Nazarbayev, e del primo ministro britannico, David Cameron. Il consorzio Ncspsa (North Caspian Sea Project Sharing Agreement) ha infatti celebrato il completamento degli impianti necessari per la produzione iniziale, che segna l’inizio dello start-up degli impianti di produzione di Kashagan. Questo consisterà in una lunga sequenza di tappe progressive che porteranno all’avvio della produzione e al suo progressivo incremento fino ai livelli programmati. Nel corso del 2013-2014, la produzione sarà progressivamente aumentata fino alla capacità di progettazione di 180mila barili al giorno nel primo stadio ai 370mila barili al giorno nel secondo stadio. Questa capacità produttiva rappresenta solo la prima fase di sviluppo. Kashagan e i campi limitrofi nel Mar Caspio del Nord detengono infatti riserve stimate in circa 35 miliardi di barili di olio in posto. Eni detiene una quota nel consorzio del 16,81% mentre gli altri soci sono Kmg (16,81%), ExxonMobil (16,81%), Shell (16,81%), Total (16,81%), ConocoPhillips (8,40%), e Inpex (7,56%).

Si accendono gli impianti per la produzione di Kashagan

Molti anni e decine di miliardi di dollari dopo, gli impianti del giacimento Kashagan accendono i motori per arrivare alla produzione di oro nero e gas. L’annuncio è stato dato dalla North Caspian Operating Company (Ncoc), in occasione della visita del Presidente della Repubblica del Kazakhstan, Nursultan Nazarbayev, e del primo ministro britannico, David Cameron. Il Consorzio Ncspsa (North Caspian Sea Project Sharing Agreement) ha infatti celebrato il “completamento degli impianti necessari per la produzione iniziale, che segna l’inizio dello start-up degli impianti di produzione di Kashagan”.

Lo sfruttamento del giacimento di petrolio e gas, scoperto nel 2000 nella parte nord-orientale del Mar Caspio, è parte di un’impresa alla quale partecipa anche Eni, che con una quota del 16,8% del consorzio di sfruttamento siede da pari accanto alle ‘major’ del comparto: ExxonShellTotal, la locale KazMunaiGas. Della partita anche Inpex ConocoPhillips, con quote inferiori. In corso d’opera non sono mancate frizioni tra le parti, anche perché l’avvio è stato più volte spostato (dal 2008) e i costi sono lievitati oltre 30 miliardi di dollari di progetto iniziale, ai quali si somma una cifra fino a tre volte tanto per gli sviluppi successivi. Le difficili condizioni ambientali (tra le altre cose, con un’escursione termica che va dai meno 40 a 35 gradi nel corso dell’anno) non hanno certo agevolato i lavori.

Annunciando la svolta di oggi, Pierre Offant, managing director di Ncoc, ha spiegato: “I preparativi per l’avvio sia onshore che offshore sono iniziati nel 2012 e sono progrediti a un ritmo costante. Oggi celebriamo il completamento di un traguardo molto importante, che abbiamo tanto atteso: l’inizio dello start-up degli impianti di produzione, il che significa che da oggi in poi, le strutture del progetto prenderanno il via in un processo a tappe”.

Una volta che tutti gli stadi del processo saranno completati con successo, il sistema integrato riceverà il primo olio e gas da circa 4.200 metri sotto il Mar Caspio. Nel corso del 2013/14, la produzione sarà progressivamente aumentata fino alla capacità di progettazione di 180.000 barili al giorno nel primo stadio ai 370.000 barili al giorno nel secondo stadio. Questa capacità produttiva rappresenta solo la prima fase di sviluppo: “Kashagan e i campi limitrofi nel Mar Caspio del Nord detengono riserve stimate in circa 35 miliardi di barili di olio in posto e i progetti di sviluppo futuri dimostrano il potenziale di significativo incremento dei volumi di produzione e posizionano Kashagan come importante contributore per il mercato mondiale dell’energia”.