Il passaggio da un sistema economico fondato sui criteri socialisti di pianificazione e controllo centralizzati ad un' economia di libero mercato non è stato e non è tuttora facile nemmeno in Kazakstan. Dalla proclamazione della sua indipendenza nel 1991, il Kazakstan ha dovuto affrontare e cercare di risolvere, nel più breve tempo possibile,un coacervo di notevoli e complessi problemi.Tra le più significative problematiche che hanno ostacolato un rapido decollo economico di questo vasto Paese dalle enormi ricchezze, basti ricordare:
- l'eredità di strutture tecnologiche obsolete di cui era l'economia sovietica;
- un sistema di infrastrutture creato a suo tempo per soddisfare le necessità economiche ed i piani di sviluppo dell' unione e sviluppo dell' Unione Sovietica e non lo sviluppo economico del Kazakhstan .Infatti ,quattro pilastri dell' economia Kazaka: agricoltura, industria mineraria ,industria leggera erano completamente strutturati per rifornire il mercato sovietico ( e in assoluto bisogno di ammodernamento );
- la mancanza di sbocchi diretti sui mercati occidentali e del Sud Est asiatico per la propria produzione di idrocarburi;
- la mancanza di una classe imprenditoriale e di PMI, abbinata all'eredità di una burocrazia impreparata a gestire le strutture di uno stato moderno;
- le impellenti necessità finanziarie e la mancanza di esperienze di mercato e negoziali, che hanno dato origine, soprattutto nella prima fase della privatizzazioni, ad alcuni risultati negativi.
L' insieme dei suddetti problemi e dei due anni consecutivi di pessimi raccolti agricoli fecero si che,durante i primi quattro anni dalla data dell' indipendenza, il PIL kazako diminuisse del 35% e che il tasso di inflazione raggiungesse livelli del 1500% (nel 1992-1994). Una così pesante eredità non ha,tuttavia ,impedito al kazakhstan di procedere con energia e determinazione a ristrutturare il proprio sistema economico-industriale e di riuscire, nel breve lasso si tempo di un quinquennio a:
- stipulare con le più importanti compagnie petrolifere occidentali moderni accordi (Production Sharing Agreements ) per il rilancio della ricerca e della produzione di idrocarburi;
- implementare un vasto programma di privatizzazioni in tutti i settori dell' economia;
- dotarsi di una moderna legislazione fiscale, societaria, valutaria e per l' incentivazione degli investimenti dall'estero (beneficiando così di un flusso di capitali esteri di circa 13 miliardi di dollari);
- sviluppare un'energica politica antinflazionistica (da oltre il 1500% del 1992-1994,il tasso d' inflazione è sceso al 6,4% a fine 2001);
- introdurre e difendere la convertibilità della moneta nazionale (
Tenge nell'immagine)
- completare la liberalizzazione dei prezzi;
Tale politica di apertura all' economia di mercato e di stabilizzazione macro-economica, accompagnata da misure mirate al miglioramento dell' efficienza del sistema produttivo in generale e dei settori finanziario, energetico e monetario in particolare,
ha permesso al kazakhstan di superare le grave crisi del 1996-1998(crisi economica asiatica,crisi finanziaria russa,crollo dei prezzi di idrocarburi e metalli non ferrosi) e di porre le basi per la vigorosa ripresa economica iniziata nella seconda metà del 1999 e che ha portato ,nel 2001 ad un tasso del 13% circa della crescita del PIL, a riserve valutarie di 2,5 miliardi di dollari, ad un debito netto verso l'estero sotto l' 1% del PIL, ad un avanzo di bilancio pari a circa il 3% del PIL, ad un tasso di inflazione del 6,4%.
Tali risultati sono, certamente, la conseguenza di favorevoli condizioni di mercato per le materie prime di cui è ricco il kazakhstan , ma anche del reinvestimento all' interno del Paese di proventi derivanti dalle attività minerarie (proventi che in passato erano generalmente destinati all'alleggerimento della situazione debitoria verso l'estero ), nonché della fiducia acquisita negli ambienti economici internazionali.
Tra l'altro, una decisione economico-finanziaria molto bene accolta da analisi ed economisti internazionali è stata la creazione del Fondo Nazionale della Repubblica sul quale dovrà influire una parte della rendita petrolifera per far fronte a future, eventuali necessità finanziarie generali.
A fine 2001, a tale fondo risultano accreditati 1,2 miliardi di dollari.
Ne' le drammatiche vicende dell' 11 Settembre, né la guerra in Afganistan e né la nuove misure Legislative in materia di investimenti hanno incrinato la fiducia dei circoli economici internazionali nel Kazakstan.
La conferma del potenziale produttivo del giacimento di Kashagan, faranno del Paese uno dei maggiori produttori mondiali di idrocarburi
degli ultimi 30 anni, ha fatto accrescere la convinzione che le acque e le terre del Kazakstan faranno del Paese uno dei maggiori produttori mondiali di idrocarburi in un futuro non lontano e ciò a comportato un notevole aumento dell' interesse non solo delle compagnie petrolifere,ma anche di numerosi, importanti gruppi industriali, ben consci dell' indotto e delle positive ricadute economiche generati dalla ricchezza petrolifera.
Anche grazie alla moderna legislazione petrolifera e ai razionali strumenti contrattuali di cui il Kazakstan si è dotato (es: i Production Sharing Agreements), le compagnie petrolifere internazionali gareggiano per ottenere permessi di ricerca nel Paese.
Nel 2001 il Kazakstan ha prodotto oltre 40 milioni di tonnellate di petrolio e condensati e 14 miliardi di metri cubi di gas, ma il Governo si è posto l' obiettivo di quadruplicare tale quantitativo in un vicino futuro.
Uno dei maggiori ostacoli che hanno impedito al Kazakhstan di sfruttare prima e meglio le proprie risorse di idrocarburi è stata la mancanza di un proprio sistema di oleodotti e gasdotti attraverso i quali far affluire petrolio e gas verso i mercati occidentali.
Oggi, tuttavia, il problema delle pipelines è affrontato in modo energico dal Governo e dalle compagnie petrolifere.
Il 15 Ottobre 2001 è stata caricata al terminale di Novorossisk, sul Mar Nero, la prima petroliera con il petrolio Kazako trasportato dall' oleodotto del Caspian Pipeline Consortium ed il Kazakhstan è ora in possesso di un primo, importante mezzo di trasporto del proprio petrolio.
Ma questo è il primo passo verso tutta una rete di oleodotti e gasdotti, già oggetto di studi di fattibilità che in futuro non lontano il Kazakstan vuole costruire.
Tra progetti di sviluppo dei giacimenti e costruzione di pipelines il Governo prevede che 120 miliardi di dollari potranno essere investiti in Kazakhstan nei prossimi 10 anni.
Solamente per macchinari e materiali vari, esperti petroliferi stimano in 1,2 miliardi di dollari all'anno il fabbisogno attuale dell'industria petrolifera.
Il settore degli idrocarburi è il maggior pilastro dell' economia Kazaka, ma il potenziale per lo sviluppo economico del Paese è considerevole.
Il Kazakhstan è stato dotato di un sottosuolo ricchissimo di carbone, metalli preziosi, metalli ferrosi, e non ferrosi.
E' il secondo produttore mondiale di cromo, vanta il secondo posto al mondo come riserve di uranio, piombo, zinco,è al terzo posto per il manganese e può produrre notevoli quantità di stagno, nichel, volframio, molibdeno, alluminio.Le sue possibilità di produzione di energia elettrica sono enormi.
L'agricoltura ed il patrimonio zootecnico sono un altro importante pilastro dell' economia Kazaka.
Circa il 40% della popolazione Kazaka vive in aree rurali ed il Paese è un grande produttore di cereali(forniva un quinto del fabbisogno di cereali dell' Unione Sovietica), di carne, cotone, patate, riso, tabacco, frutta e verdura.
La produzione di cereali si aggira, mediamente, sui 16 milioni di tonnellate all'anno,la maggior parte esportata in Russia, Cina, Uzbekistan.
La privatizzazione in campo agricolo ha fatto grandi progressi, anche grazie a prestiti della Asian Development Bank e della BERS, diversi sono i progetti mirati al miglioramento delle tecniche produttive ed all' aumento della produzione di fertilizzanti.
Il Kazakstan vuole ora sviluppare e sfruttare al meglio questo enorme patrimonio per il benessere immediato e futuro del suo popolo e per raggiungere l' obiettivo di entrare a far parte dei 20 Paesi più sviluppati del mondo entro il 2030.
Già oggi gli sforzi mirati allo sviluppo stanno dando buoni risultati.
Come sopra indicato, gli anni 2000-2001 hanno rappresentato una svolta proficua nell'economia.Non solo le classiche industrie minerarie, ma anche le industrie di trasformazione ed i settori dell' edilizia, dei servizi, dei trasporti e comunicazione, dell'agricoltura hanno contribuito all' aumento del PIL.
Le piccole e medie imprese stanno aumentando anche grazie al processo di privatizzazione (ad oggi circa 150000 sono le aziende privatizzate, il 91% delle quali sono piccole imprese) e ciò rappresenta una buona base di partenza per un migliore futuro socio-economico.
In Gennaio 2002,il Fondo Monetario Internazionale ha terminato la sua periodica revisione dello stato dell' economia Kazaka complimentandosi con il Governo per i risultati ottenuti e spronandolo a mantenere la rotta tracciata anche attraverso riforme strutturali.